• Bottecchia è la rivelazione più sensazionale del Tour. Povero, oscuro, taciturno, questo virgulto d'una famiglia di prodi soldati, senza conoscere una sola parola dell'idioma francese, senza avere mai visto una strada francese, ha dimostrato di essere un grande campione.

    Henri Desgrange

Ottavio Bottecchia - Il Mito

Sacrificio, Serietà, Passione
nell’impegno sportivo
Ieri ed Oggi

San Martino di Colle Umberto mercoledì 1 agosto 1894. Oggi è nato Ottavio figlio di Pietro Bottecchia e di sua moglie Elena Tonel. Sarebbe potuta cominciare così la storia di un figlio qualsiasi di questo paese nell’alta marca Trevigiana, invece questa è, se pur breve, una vita coronata da straordinarie imprese.

L’infanzia di Ottavio svanì presto, nella sua vita entrò il lavoro dovendo contribuire al sostentamento della famiglia. Intanto nasceva la passione per le corse in bicicletta, alimentate dalla disponibilità del fratello Giovanni, a fargli usare la bici che aveva acquistato e con la quale poteva partecipare alle gare locali domenicali in cui emersero subito le sue doti atletiche.

Allo scoppio della 1° Guerra Mondiale Ottavio e Giovanni furono arruolati nel 6° Bersaglieri ciclisti. Alla fine del conflitto i due ritornarono a casa con due medaglie al valor militare;d’argento per Giovanni e di bronzo per Ottavio.

Ritornato alla vita civile si diede a fare il carrettiere e nel contempo riprese a correre, si tesserò all’U.V.I. per i colori dell’ U.S. Pordenone i cui dirigenti e Teodoro Carnielli gli fecero avere una bici con il consenso di Luigi Ganna. Nel 19 vinse il campionato Veneto dilettanti, il giro del Piave, la Coppa della Vittoria giungendo 3° al Giro del Friuli e 4° alla Coppa S. Giusto a Trieste.

Poche le gare nel 21 fra cui vinse ancora il Giro del Piave, il Giro del Veneto e quello del Monte Grappa.

Promosso professionista di seconda categoria si iscrisse al Giro del Sannio del 22 ed ottenuto un rimborso spese vi partecipò, vinse Gremo seguito da Bottecchia, finì l’anno con un ottavo posto nel Giro di Lombardia.

Milano-Sanremo del 1923, sedicesima edizione, vinse sul traguardo volante del Turchino portandosi a casa le sue prime mille lire, giunse 8° all’arrivo.

Ormai convinto di fare solo il professionista si classifica 12° nella Milano-Torino, 6° al Giro di Romagna 2° alla coppa di Caivano a Napoli. Giunse così dalla Ganna la sua iscrizione al Giro d’Italia nella categoria isolati. Alla conclusione del Giro arriva primo degli isolati e 5° in assoluto.

Dopo questo risultato conobbe Borella emissario dell’Automoto che lo ingaggiò per il Tour de France in compagnia del piemontese Giuseppe Santhià. Tour de France 1923! Bottecchia giunse 2° al Parco dei Principi dopo aver passato a Pèlissier la maglia gialla, è Ottavio la più fulgida rivelazione che ci giunge da quel Giro di Francia. Chiuse l’anno con un 4° posto alla XX Settembre e vincitore al Giro di Lombardia.

Inizio stagione 1924 affina la preparazione partecipando alla Milano-Sanremo giungendo 5°, disputando poi in Francia gare di avvicinamento al Tour. Al via, avendo come avversari fra gli altri gli italiani Brunero ed Aymo, attacca subito giungendo al traguardo con più di tre minuti sul secondo, dominò la 6° e 7° tappa,vinse pure la Dunkerque-Parigi in volata: maglia gialla per tutta la gara, primo trionfo Italiano al Tour con 35’36’’ di vantaggio su Nicolas Frantz.

Tour de France 1925:la prima tappa Parigi Le Havre è vinta da Bottecchia che si alternerà con il Belga Benoit alla guida del Tour per conquistare definitivamente le insegne del primato nella 9° tappa e vincendo l’ultima, facendo suo il secondo Tour consecutivo con 54’20’’di vantaggio su Lucien Buysse. Vinse pure in quell’anno la 100 KM a coppie con Girardengo, battendolo nell’individuale, con un giro di distacco il mese prima.

Nel 1926 il Tour iniziò nella sfortuna per le numerose forature e nel constatare che neppure i compagni si fermavano più per aspettarlo, così fiaccato nel corpo e nel morale quando giunse ad Arreau disse addio per sempre al Tour, era11°in classifica.

L’anno dopo durante la preparazione alla Milano-Sanremo cadde e si lusso una spalla, costretto a rinunciare alle prime gare si presentò alle successive in poco buone condizioni fisiche. A Vittorio Veneto veniva investito da un’auto Giovanni, fratello di Ottavio che per le gravi ferite spirava il giorno dopo, 23 maggio 1927. Di buon’ora come suo solito Ottavio si appresta a partire per il consueto allenamento, era una giornata di sole quel 3 giugno, chissà che pensieri affollavano la sua mente dopo le tristi vicende dell’ultimo periodo. Ottavio venne raccolto in stato di semi incoscienza alle porte di Peonis quello stesso giorno e trasportato all’ospedale di Gemona: spirò il 15 giugno 1927 alle 10:40 all’incirca la tessa ora dell’incidente di 12 giorni prima.

Furono tre i funerali organizzati, uno a Gemona, il secondo a Pordenone ed il terzo a S.Martino il giorno dopo, con la presenza di una delegazione del Tour guidata dai Pelissier, da allora riposa nella tomba di famiglia.

Da quel giorno finì una splendida storia ed iniziò la leggenda.
S. Martino di Colle Umberto
Sabato 18 giugno 1927


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